Sougwen Chung tra ghiacciai e robot a Palazzo Citterio

Una spedizione nell'Artico, l'osservazione dei ghiacciai in scioglimento, la registrazione della luce del sole polare e poi un'immersione fisica di cinque minuti in acque a 0,2 °C. È così che nasce, in larga parte, l'opera che dal 23 aprile al 14 luglio 2026 il pubblico di Milano può vedere — gratuitamente — sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio, fulcro della Grande Brera.

L'opera si intitola BODY MACHINE (MERIDIANS) ed è firmata da Sougwen Chung (1985), artista sino-canadese tra le voci più riconosciute a livello internazionale nel campo della ricerca tra performance, robotica, intelligenza artificiale e disegno. È la prima volta che il suo lavoro viene esposto in Italia. La cura è di Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti; il progetto è organizzato in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale.

Dal corpo nell'Artico al linguaggio digitale dell'opera

All'interno dell'installazione una parte rilevante è riservata all'acqua e al ghiaccio. Per realizzare il progetto, Sougwen Chung ha intrapreso una spedizione nell'Artico con un duplice obiettivo: monitorare i ghiacciai in scioglimento e registrare la luce del sole polare. Durante i sopralluoghi, l'artista si è immersa fisicamente per cinque minuti nelle acque di disgelo glaciale a 0,2 °C, percependo come il sole e il distacco dei ghiacciai alterassero giorno per giorno la temperatura dell'acqua intorno al proprio corpo.

I dati di movimento del corpo, messi alla prova dal freddo, sono diventati parte del linguaggio digitale dell'installazione. Il salto da un'esperienza fisica estrema a un'opera multimediale è il vero asse di BODY MACHINE (MERIDIANS): ciò che il pubblico vede non è la rappresentazione di una spedizione, ma la sua traduzione in materia algoritmica.

Un sistema dinamico di luce, suono e movimento

Sul piano tecnico, BODY MACHINE (MERIDIANS) integra dati di movimento corporeo, registrazioni ambientali, sistemi di machine learning e sound design immersivo, dando origine a un sistema dinamico di luce, suono e movimento.

Il lavoro si configura come una serie di azioni biomimetiche, in cui forme digitali generate algoritmicamente evocano una forte dimensione organica. È in questo passaggio — dal calcolo a qualcosa che si percepisce come vivente — che si gioca uno dei tratti distintivi del lavoro di Chung. Con BODY MACHINE (MERIDIANS), l'artista estende ulteriormente la sua indagine sul rapporto tra essere umano e macchina, già al centro dei suoi precedenti progetti.

Cosa significa "meridiano"

Il termine "meridiano", che compare nel titolo, è la chiave di lettura dell'intera installazione. Sougwen Chung lo intende come punto di connessione tra dimensioni diverse: una linea geografica, un percorso energetico del corpo umano e un legame simbolico tra luoghi distanti.

Attraverso questa pluralità di significati, l'artista invita a riflettere sulle relazioni tra corpo, tecnologia ed ecosistemi terrestri, proponendoli non come ambiti separati ma come processi profondamente interconnessi. Una posizione che permette di leggere l'esperienza artica non come un'eccezione, ma come un caso esemplare di quanto la traccia del corpo umano sia ormai inestricabilmente legata alla traccia delle macchine e a quella del pianeta.

Il ledwall di Palazzo Citterio

L'opera è ospitata sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio, nel cuore della Grande Brera. Il ledwall è ormai uno spazio espositivo dedicato all'arte digitale, all'interno del quale si succedono progetti curatoriali pensati per il pubblico del museo: la mostra di Sougwen Chung è il nuovo capitolo del ciclo di progetti espositivi ospitati su questo schermo, organizzati in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale.

Una formula che permette di intercettare in modo gratuito una platea ampia, includendo nel percorso della Grande Brera proposte che provengono direttamente dalle pratiche più sperimentali dell'arte contemporanea.

Una pratica fondata sulla collaborazione tra umano e macchina

Per cogliere fino in fondo il senso di BODY MACHINE (MERIDIANS), è utile guardare alla traiettoria che ha portato Sougwen Chung fino a Milano. Nel corso dell'ultimo decennio, l'artista ha sviluppato sistemi sofisticati in cui le macchine collaborano al suo processo creativo e ne diventano parte integrante.

In questo modo si crea un'entità — a cui è stato dato il nome di "Loro" — che fa un tutt'uno tra l'artista e la macchina stessa. La macchina, in altre parole, smette di essere uno strumento al servizio dell'autore e diventa co-protagonista del processo. È una posizione teorica precisa, che ha conseguenze sul concetto stesso di autorialità in ambito artistico.

La serie D.O.U.G.: braccia robotiche che apprendono dal gesto

Tra i progetti più conosciuti dell'artista c'è la serie D.O.U.G. (Drawing Operations Unit: Generation). Qui Sougwen Chung ha addestrato braccia robotiche a partire dai propri movimenti, consentendo loro di apprendere dai suoi gesti.

Attraverso performance dal vivo, l'artista ha dato vita a un dialogo in tempo reale con le macchine, generando opere basate su movimento, risposta e interazione. È in questo orizzonte, fatto di apprendimento reciproco tra umano e meccanico, che si inserisce anche l'installazione presentata al ledwall di Palazzo Citterio: un capitolo nuovo all'interno di una ricerca che procede da anni in modo coerente.

Sougwen Chung: una pioniera al Victoria and Albert Museum

Sougwen 愫君 Chung è un'artista e ricercatrice sino-canadese ampiamente riconosciuta come pioniera nella collaborazione tra esseri umani e macchine. La sua pratica multidisciplinare comprende installazione, disegno, performance e scultura, in dialogo con robotica, apprendimento automatico e biosensing. Attraverso l'unione di queste forme espressive, indaga la trasformazione delle relazioni tra il gesto della mano e quello della macchina.

Il riconoscimento più simbolico del suo lavoro arriva da una grande istituzione storica: la sua opera MEMORY (Drawing Operations Unit: Generation_2) fa parte della collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra ed è il primo modello di intelligenza artificiale acquisito da una grande istituzione culturale. Un passaggio importante anche per la storia del rapporto tra musei e arte digitale.

I riconoscimenti internazionali

Sul piano dei riconoscimenti, Sougwen Chung è stata inserita dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale ed è stata insignita del Global Impact Award. Inoltre, è stata riconosciuta come Cultural Leader al World Economic Forum e premiata per l'eccellenza nelle arti e nelle scienze come Woman of the Year a Monaco.

Tra gli altri riconoscimenti ricevuti figurano il Lumen Prize for Art in Technology, il Japan Media Arts Excellence Award per Drawing Operations e una commissione di rilievo per Omnia per Omnia. L'artista è inoltre fondatrice di SCILICET, uno studio sperimentale con sede a Londra.

Le voci dietro il progetto

Il significato di BODY MACHINE (MERIDIANS) è stato raccontato con parole diverse dai protagonisti istituzionali e curatoriali del progetto. Angelo Crespi, Direttore della Grande Brera, lo legge in chiave di linea editoriale del museo: "Sono felice di questo nuovo progetto che evidenzia il grande lavoro del MNAD in questa fase di start up. Una serie di mostre e acquisizioni, in collaborazione con la Grande Brera, per scandagliare il settore dell'arte digitale in cui il dato estetico e scientifico si accompagna sempre all'impegno sui temi della contemporaneità stretta, in questo caso di Sougwen Chung sul tema dei ghiacciai".

I curatori Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti mettono al centro la dimensione concettuale dell'opera: "Sougwen Chung porta a Milano un lavoro che sfida le nostre categorie più radicate: cosa significa essere corpo, cosa significa essere macchina, dove finisce l'uno e inizia l'altra. L'installazione non si limita a rispondere a queste domande, le abita, le mette in tensione, le trasforma in esperienza sensoriale e concettuale. Il ledwall di Palazzo Citterio diventa così un luogo liminare, in cui il gesto umano e il calcolo algoritmico si incontrano in una coreografia aperta, viva, mai definitiva. Siamo onorati di presentare per la prima volta in Italia il lavoro di un'artista che ha saputo fare della collaborazione tra umano e macchina una vera e propria poetica".

Sulla relazione tra individuo, tecnologia e ambiente si sofferma infine Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell'Arte digitale: "Dopo una prima selezione di opere dedicate alla rilettura del patrimonio culturale attraverso i linguaggi del digitale, BODY MACHINE (MERIDIANS) ci invita a una riflessione intensa e attualissima sui rapporti che legano individuo, tecnologia e ambiente. Una relazione complessa che, nella visione di Chung, è inevitabilmente dialogica, trasformativa ma anche, sorprendentemente, paritaria. Artista e macchina sono attori interconnessi, inscindibilmente legati in un processo di continuo ascolto, apprendimento e co-evoluzione, e collaborano per creare uno spazio comune in cui sono possibili nuovi livelli di consapevolezza e profondità".

Informazioni utili per la visita

Mostra: Sougwen Chung – BODY MACHINE (MERIDIANS)

Sede: Palazzo Citterio, Ledwall, via Brera 12, Milano

Periodo: dal 23 aprile al 14 luglio 2026

Orari: da martedì a domenica, dalle 8.30 alle 19.15 (ultimo ingresso alle ore 18.00)

Ingresso: gratuito

A cura di: Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti

In collaborazione con: Museo nazionale dell'Arte digitale

Informazioni: palazzocitterio.org

Social: Instagram @palazzocitterio.brera – Facebook Palazzo Citterio

Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net.

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